Guida automatica RTK su trattori datati: cosa serve per installarla su un Fiat, un Landini o un Same

Guida automatica RTK su trattori datati
In gran parte delle aziende agricole italiane si lavora ancora con trattori di venti o trent’anni fa: un FiatAgri 80-90, un Landini 6830, un Same Dorado. Su mezzi così, la guida automatica satellitare sembra una cosa da grandi aziende. In realtà è quasi il contrario. Chi compra oggi un trattore nuovo di fascia alta l’autoguida la trova già predisposta dal costruttore. Chi invece ha in capannone un mezzo degli anni Ottanta o Novanta ha una sola possibilità: un kit universale da montare dopo. Ed è proprio su questi kit che negli ultimi anni i prezzi sono scesi parecchio, al punto che oggi hanno senso anche per chi coltiva poche decine di ettari.


Indice:

1. Prima di tutto: come viene comandato lo sterzo
2. Cosa vuol dire “precisione RTK”
3. Quanto si risparmia
4. Quanto costa oggi
5. Prima di comprare

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Per restare sul concreto, nei paragrafi che seguono prendiamo come riferimento l’Agrivo Terra, un kit completo che costa 2.499 euro. Serve a capire cosa c’è davvero dentro un sistema di questo tipo.

Prima di tutto: come viene comandato lo sterzo

La prima cosa da capire è come il sistema gira lo sterzo, perché qui le strade sono due.

I kit a controllo idraulico agiscono direttamente sul circuito dello sterzo, con una valvola dedicata. È la soluzione più integrata, però il trattore deve avere la predisposizione, cosa che sui mezzi vecchi praticamente non c’è, e bisogna mettere mano all’impianto.

I kit a volante elettrico lavorano in un altro modo. Si smonta il volante originale e al suo posto si monta un volante con motore integrato, fissato al piantone con un adattatore adatto al proprio trattore. È questo motore a girare lo sterzo al posto di chi guida, seguendo la linea calcolata dal ricevitore satellitare. Idraulica ed elettronica del trattore restano come sono, il volante originale si può rimontare quando si vuole e il kit si può spostare da una macchina all’altra. È grazie a questa soluzione che l’autoguida è diventata una cosa fattibile anche su un Fiat 70-90 o su un Landini 5830.

Sull’Agrivo Terra, per dare un’idea, il montaggio richiede due o tre ore senza modifiche permanenti. Spostarlo su un’altra macchina, ad esempio dal trattore alla mietitrebbia, porta via una mezz’ora abbondante, usando l’adattatore giusto per quel piantone. L’alimentazione va da 9 a 36 volt, quindi va bene sia sui trattori vecchi a 12V sia su quelli più recenti a 24V.

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Cosa vuol dire “precisione RTK”

Un normale GPS sbaglia di qualche decina di centimetri. Per sapere dove si è passati basta, per guidare una seminatrice no. La correzione RTK (Real Time Kinematic) porta l’errore a circa due centimetri, e lo mantiene anche tornando sullo stesso campo giorni dopo.

Per funzionare, il ricevitore deve ricevere in tempo reale i dati di correzione da una stazione di riferimento a terra. In Italia qui la situazione cambia parecchio da zona a zona. Alcune regioni italiane hanno una propria rete pubblica: per esempio SPIN3, che copre Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta, è gratuita previa registrazione. Altrove bisogna abbonarsi a un servizio NTRIP privato, in genere intorno ai 350 euro l’anno, oppure installare una stazione base in azienda. Conviene quindi controllare quali reti RTK sono disponibili in Italia nella propria zona prima di comprare. Chi promette precisione centimetrica ovunque e senza costi sta semplificando un po’ troppo.

Ci sono poi due aspetti che contano molto in campo e che vanno verificati su qualunque sistema.

Il primo sono le pendenze. Quando il trattore lavora in pendio, l’antenna sul tetto si sposta di lato rispetto alle ruote. Se non c’è un inclinometro che corregge questo scarto, la precisione dichiarata resta sulla carta. Nei kit completi, Agrivo Terra compreso, l’inclinometro è già incluso.

Il secondo è cosa succede quando cade il segnale di correzione. Un sistema fatto bene non si ferma: continua a guidare col solo segnale satellitare, con una precisione temporanea di 20-40 centimetri, e appena la correzione torna riprende da solo la precisione piena.

Quanto si risparmia

Il vantaggio economico non è la comodità, anche se dopo dieci ore di erpicatura si sente eccome. Il vantaggio vero sono le sovrapposizioni.

Quando si guida a occhio, un po’ di sovrapposizione tra una passata e l’altra è inevitabile, perché si tende a stare larghi per non lasciare strisce scoperte. Le stime più diffuse la collocano intorno al 4-6% della superficie lavorata. In pratica una parte del campo si lavora due volte, con gasolio, seme, concime e trattamenti spesi su terra già fatta.

Togliendo quella sovrapposizione, i risparmi indicati di solito vanno dall’8 al 15% sui costi di lavorazione, a seconda della coltura e della forma degli appezzamenti. Per un’azienda a cereali di un centinaio di ettari, con diversi passaggi all’anno, l’investimento rientra in una o due campagne.

E c’è un altro aspetto, forse meno evidente: il trattore vecchio continua a lavorare, e lavora meglio. Non serve cambiare una macchina ancora sana per avere questa tecnologia. La si aggiunge a quella che si ha già.

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Quanto costa oggi

I sistemi dei grandi marchi sono prodotti validi, ma sono pensati per i trattori nuovi e spesso hanno funzioni software da sbloccare a parte. I listini stanno più o meno tra i 4.500 e i 6.500 euro, più eventuali canoni.

I kit universali più recenti sono su un altro livello di prezzo. L’Agrivo Terra di cui parlavamo costa 2.499 euro e nella scatola ci sono volante elettrico, tablet da 8,1 pollici con 4G integrato, antenna multi-costellazione, inclinometro, cavi e supporti. Le svolte automatiche a fine campo sono comprese e non ci sono licenze software da rinnovare. Come per qualsiasi sistema, resta da considerare la correzione RTK, che a seconda della zona può essere gratuita o a pagamento.

Prima di comprare

Ci sono quattro cose da controllare, qualunque sistema si scelga.

La prima è la copertura della correzione nella propria zona: sapere in anticipo se si userà una rete pubblica regionale o un servizio privato, e quanto è buono il segnale nel proprio comune.

La seconda sono le caratteristiche del proprio trattore. Tensione dell’impianto, tipo di sterzo e di piantone, spazio in cabina: si trovano sulla scheda tecnica del modello, e i cataloghi online di dati tecnici sono un buon punto da cui partire.

La terza è cosa comprende il prezzo. Antenna, display, motore, inclinometro, staffe, cavi e assistenza al montaggio: è qui che i preventivi si somigliano meno di quanto sembri.

La quarta sono prova e garanzia. Un periodo di prova con rimborso e almeno due anni di garanzia dicono parecchio su quanto chi vende creda nel proprio prodotto.

Insomma, la guida automatica oggi non è più roba solo per le grandi aziende. Si monta sul trattore che si ha già in cortile, e in molti casi si ripaga in poche stagioni.

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